Per i Cattolici e gli ecumenici.

Esiste qualche possibilità che la “Chiesa” Cattolica Romana (C.C.R.) NON sia esattamente Cristiana? Pensate le sconvolgenti conseguenze!

  • Se la C.C.R. non fosse Cristiana … allora miliardi di persone sono stati ingannate.
  • Se la C.C.R. non fosse Cristiana … allora il Movimento Ecumenico non è di Dio.
  • Se la C.C.R. non fosse Cristiana … allora il Movimento Carismatico Cattolico Romano non è di Dio.
  • Se la C.C.R. non fosse Cristiana … allora i Cattolici Romani sono diretti verso un disastro spirituale.

C’è un solo modo per verificare ciò e consiste nel farlo mediante la sacra ed ispirata Parola di Dio … (la Bibbia).

Secondo la Chiesa Cattolica Romana, la Chiesa di Cristo si identifica con una organizzazione gerarchica e in modo particolare con il papato, vale a dire con se stessa. La Chiesa Cattolica Romana non riconosce alle altre (e quindi anche alle chiese evangeliche), in senso proprio, la caratteristica di chiesa. Quindi esse vengono, di preferenza, chiamate “comunità cristiane”, “organizzazioni ecclesiali” e simili [N.B. - Dopo il Concilio Vaticano II, il cattolico non può più chiamare i protestanti come "eretici", ma come "fratelli separati"].  Ma Gesù ha chiaramente spiegato cosa sia la Chiesa Cristiana, quando ha detto: “… dovunque due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro»” (Matteo 18:20).  Quindi la Chiesa non può essere identificata con delle complicate organizzazioni, che riflettono le mutevoli circostanze di ogni epoca, di vari popoli e mentalità.

Esaminato il concetto di “Chiesa”, ora esaminiamo le altre due parole di cui è composto il termine “Chiesa Cattolica Romana”.

  • Il termine “cattolico” significa universale, per indicare che il cristianesimo non è limitato ad una razza o ad un popolo, ma ha carattere universale.  Il vescovo di Gesusalemme Cirollo (348 d.C.) ci fa sapere che la Chiesa era chiamata “cattolica” per quattro motivi: a causa della sua estensione mondiale; a causa della perfezione della sua dottrina; a causa del suo adattamento alle necessità di tutti gli uomini; a causa della sua perfezione spirituale [Catech. XVIII, 23, cit. da: Encyclopaedia Britannica, voce: "Catholic"].  Come si vede, a quei tempi, il termine “cattolico” non si identificava col sistema gerarchico papale.
  • Ora esaminiamo il termine “Chiesa Romana”. A tale scopo facciamo rilevare che la Chiesa cristiana non è sorta a Roma, ma a Gerusalemme. Dopo la distruzione di questa città (anno 70 d.C.) il centro più importante per la Chiesa cristiana fu Antiochia, in Siria, e poi Alessandria d’Egitto.  Fu solo a poco a poco che il vescovo di Roma, favorito dalla sede imperiale nonché dalle circostanze politiche, pretese di ergersi al di sopra degli altri vescovi, col risultato che, verso l’anno mille, i vescovi orientali si ribellarono, dando origine alla Chiesa Ortodossa.  Così la chiesa d’Occidente, al suo appellativo di “Cattolica”, aggiunse, giustamente, quello di “Romana” che, del primo nome, viene ad essere una limitazione ed una contraddizione.

La dottrina della Chiesa Cattolica Romana è il risultato di una lenta evoluzione che si è manifestata attraverso i secoli, man mano che essa si allontanava dall’insegnamento di Gesù Cristo e dei suoi apostoli. In questo blog verranno presentati degli articoli che tratteranno alcune delle eresie e delle invenzioni umane adottate e perpetuate dalla Chiesa Cattolica Romana nel corso di  circa 1600-1700 anni. Ora ci si potrebbe chiedere quale sarà la prossima invenzione. La Chiesa Cattolica Romana dice che non cambia mai, eppure non ha fatto altro che reciclare dal paganesimo “nuove dottrine” contrarie alla Bibbia, e praticare riti e cerimonie prese dal paganesimo. Il Cardinale John Henry Newman nella sua opera Lo sviluppo della dottrina cristiana [introduzione e traduzione di Alfonso Prandi, postfazione di Gaetano Lettieri, Nuova ed., a cura di Luca Obertello, Milano, Jaca book, 2003] confessa che: “I templi, l’incenso, le lampade, le candele, le offerte votive, l’acqua santa, giorni e stagioni di speciali devozioni, processioni, benedizione di campi, vestimenta sacerdotali, la tonsura, le imagini … son tutte cose di origine pagana” (pagina 359).

La suddetta lista cronologica delle invenzioni umane distrugge il vanto dei preti che la loro religione sia quella insegnata da Cristo, e che i Papi siano stati custodi fedeli della medesima. Per lo più scopriremo che:

  • la Chiesa Cattolica Romana ha identificato l’obbedienza a Gesù Cristo con l’obbedienza alla gerarchia ecclesiastica;
  • la Chiesa Cattolica Romana non proclama l’assoluta ed esclusiva autorità della Sacra Scrittura;
  • la Chiesa Cattolica Romana ha aggiunto alla Bibbia le sue tradizioni, cioè ha sanzionato le deviazioni che, nel corso dei secoli, si sono infiltrate nella Chiesa;
  • la Chiesa Cattolica Romana ha aggiunto al culto di Dio, il culto di creature umane, come la Madonna e i santi;
  • nella dottrina e nella pietà della Chiesa Cattolica Romana il posto centrale è praticamente sostituito dalla “Vergine Maria”;
  • al suo vertice la Chiesa Cattolica Romana pone un uomo che si autodefinisce “fondamento visibile e Pastore universale della Chiesa” [Allocuzione del 23 dicembre 1968; cit. da "Docum. Cathol.", 19 gennaio 1969], mentre l’apostolo Paolo chiaramente afferma: “… nessuno può porre altro fondamento diverso da quello che è stato posto, cioè Gesù Cristo” (I Cor. 3:11);
  • ecc.

La vera religione di Cristo, invece, non si trova nel Romanesimo, ma nel Vangelo, cui vuole restare fedele il Cristianesimo Evangelico.

Quindi i cari cattolici sono cristiani?  Se credono davvero in ciò che la loro chiesa afferma su come entrare in Paradiso, la risposta è NO! Miliardi di persone sono state ingannate da questa falsa religione.

Inoltre, come potrebbe il cattolico essere ripieno di Spirito Santo? E’ impossibile. Non è nemmeno salvato (Efesini 2:8-9; Romani 4:5). Egli può essere molto religioso agli occhi del mondo. Può dire a quelli di altre religioni di essere cristiano. Ricevendo battesimo, eucarestia e cresima può dire che è “nato di nuovo” ed ha “ricevuto lo Spirito Santo” e “Gesù” come suo Salvatore.  Ma effettivamente egli sa di non essere salvato, non secondo le dottrine cattoliche, ma secondo la sua coscienza e la Parola. Non è sicuro di esserlo neanche con i sette sacramenti. Secondo il Concilio di Trento (ancora in vigore), chiunque dica di avere la sicurezza di essere salvato, è anatema, condannato come eretico (Concilio di Trento, Sessione VI).  Il povero cattolico è stato completamente raggirato. Crede che la sua chiesa sia l’unica via per il Paradiso e che il Papa sia la più alta e pura espressione di divinità su questo pianeta. La Chiesa Cattolica afferma che è infallibile e che non ha mai mentito o commesso un errore.

Una delle caratteristiche essenziali di una chiesa non più fedele all’Evangelo è il moltitudinismo.  Il momento iniziale di questa involuzione della Chiesa Cattolica Romana si può riscontrare quando l’imperatore Costantino il Grande, uxoricida ed assassino del proprio figlio, fece del cristianesimo la religione dello Stato.

Testa della statua monumentale di Costantino il Grande - Roma - Musei Capitolini

“Allora — scriveva l’ex-sacerdote Ernesto Buonaiuti — si dovrà vedere se saranno i Cesari che si convertiranno al cristianesimo o se sarà il cristianesimo che si convertirà al cesarismo” [E. Buonaiuti, Storia del cristianesimo, Milano, Dall'Oglio, I, pag. 234].  E così la Chiesa Cattolica Romana ha ceduto all’illusione di essere forte e potente perché delle popolazioni intere, per opportunismo, per tradizione o per forza, hanno aderito alle sue dottrine. Così oggi quella chiesa si vanta che ci sono in Italia più cattolici battezzati che in qualsiasi altro Paese d’Europa. Ma aveva ragione chi avvertiva: “Coloro i quali badano al numero e perciò costringono gli uomini, non ne hanno alcun guadagno e somigliano a uno sciocco che abbia un po’ di vino in una gran botte e la riempia d’acqua per averne di più. Ma invece di aumentare il vino, egli rovina quel poco che ne aveva” [Seb. Castellion, cit. da: R. Bainton, La Riforma protestante, Torino, Einaudi, 1966, pag. 207].

Quindi che cosa pensa Gesù della Chiesa Cattolica Romana?  Gesù odia questo falso sistema religioso, perché ha bestemmiato il Suo Santo Nome, la Sua Sacra Parola ed ha ingannato miliardi di persone. La chiama la grande meretrice (Apocalisse 17:1),  “La Madre delle Abominazioni” (Apocalisse 17:5) ed ha promesso di distruggerla completamente insieme ai suoi seguaci. Inoltre Gesù vi ama così tanto da avvisarvi e chiamarvi a Lui. Egli ordina a tutti di non partecipare ai suoi peccati:  “Poi udii un’altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non abbiate parte ai suoi peccati e non vi venga addosso alcuna delle sue piaghe,” (Apocalisse 18:4).

La Parola di Dio ci comanda, non solo di rigettare ogni forma di ecumenismo, ma di uscire completamente da Babilonia. Udite: “1 Dopo queste cose, vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande potestà; e la terra fu illuminata dalla sua gloria. 2 Egli gridò con forza e a gran voce, dicendo: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata una dimora di demoni, un covo di ogni spirito immondo, un covo di ogni uccello immondo ed abominevole. 3 Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino dell’ardore della sua fornicazione, i re della terra hanno fornicato con lei e i mercanti della terra si sono arricchiti a motivo del suo sfrenato lusso». 4 Poi udii un’altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non abbiate parte ai suoi peccati e non vi venga addosso alcuna delle sue piaghe, 5 perché i suoi peccati si sono accumulati e sono giunti fino al cielo, e Dio si è ricordato delle sue iniquità.” (Apocalisse 18:1-5). Tutti i veri cristiani preferiscono essere fedeli all’insegnamento di Cristo, e rigettano le invenzioni umane, attenendosi all’avvertimento di S. Paolo che dice: “Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi predicasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia maledetto.” (Galati 1:8). Noi dobbiamo seguire l’insegnamento dato da Dio nella Bibbia a proposito della salvezza.

Tutti siamo peccatori e abbiamo bisogno di essere salvati (Romani 3:23). Dio, nella Sua misericordia, ha provveduto questa salvezza nel Suo Figliuolo, come dice il Vangelo di Giovanni: “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16). Gesù dice: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). Da soli non possiamo ottenere la salvezza.

La Chiesa Cattolica Romana insegna che “le buone opere sono assolutamente necessarie per conseguire la salute eterna; in altre parole, non basta la fede, non basta credere per salvarsi” [G. Perardi (prelato domestico di S.S.), Nuovo manuale del catechista, Torino, Ed. Lice, 1943, pag. 385].

E’ verissimo che la fede, se efficace e vivente, produrrà necessariamente delle opere buone. Noi non possiamo immaginare un fuoco senza il calore, né un tralcio che, unito alla vite, non produca frutti. Ma non sono opere meritorie, come non è merito del tralcio di portare del frutto. Il merito è solo della vite, cioè di Cristo, che porta dei frutti nella vita di quelli che sono uniti a Lui.

“Se la salvezza venisse dalle buone opere, Cristo sarebbe stato crocifisso invano, e la grazia non sarebbe grazia se la nostra propria giustizia ci potesse giustificare” [fra' Simone Fidati da Cascia  (+1348), Super totum corpus evangeliorum, cit. da: Chiminelli, Il contributo italiano alla Riforma religiosa in Europa, pag. 11]. Infatti sta scritto:

  • 8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori.” (Efesini 2:8-9).
  • 28 [I Giudei] Gli chiesero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». 29 Gesù rispose e disse loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».” (Giovanni 6:28-29).
  • “Noi dunque riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge.” (Romani 3:28).
  • “il quale [= Dio] ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli,” (II Timoteo 1:9).

Nella lettera di San Paolo ai Romani leggiamo: “non v’è distinzione, 23 difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio, 24 e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù, 25 il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d’esso, (Romani 3:22b-25a).  Nessuno sarà salvato per aver compiuto opere buone: “poiché per le opere della legge nessuno sarà giustificato al suo cospetto;” (Romani 3:20a). Leggi anche: Galati 2:16; 10-14; 5:4.  Se fosse possibile essere salvati ubbidendo alla legge di Dio, la morte di Cristo sarebbe stata vana. Infatti la Bibbia dice: “se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente.” (Galati 2:21b).

Alla salvezza per sola fede è stato opposto un pregiudizio. Infatti c’è stato chi ha detto che, secondo noi, per essere salvati, basta accettare teoricamente l’Evangelo e che ci consideriamo liberi di operare bene o male: “Svuotata del suo contenuto morale la legge, viene messo il bene e il male sullo stesso piano e come norma di vita si suggerisce la massima luterana: «Pecca fortemente, credi in Cristo, vincitore del peccato».” (Mons. Fusco nella Prefazione a: Gladius, I Pentecostali, Rovigo, Ist. padano di Arti Grafiche, 1948, pag. 13). Infatti, in una sua lettera del 1 agosto 1521 a Melantone, Martin Lutero si esprime precisamente così: “Sii peccatore e pecca fortemente, ma più fortemente abbi fede e rallegrati in Cristo, il quale è vincitore del peccato, della morte e del mondo; avremo da peccare finché saremo quaggiù. Questa vita non è la dimora della giustizia, ma noi attendiamo, come dice Pietro, nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia”. Ma l’interpretazione di questo passo di Lutero ce la dice il gesuita Grisar nella sua biografia di Lutero: “Con questa raccomandazione paradossale, egli non voleva certo spingere qualcuno a peccare, come spesso si è creduto; anzi Lutero scrive e predica sempre contro il peccato. Le sue parole sono una espressione iperbolica e impressionante della certezza che egli aveva e insegnava, che cioè, mediante la fiducia e la fede in Dio misericordioso, si possa ottenere senz’altro il perdono di qualsiasi peccato se, ben inteso, questa fede sia tesa fortemente” (H. Grisar, Lutero, Torino 1933, pag. 194).

La nostra esperienza è che, per quante opere buone facciamo, non riusciamo mai ad ottenere la certezza della nostra salvezza. Ciò vuol dire che la fatale conseguenza dell’insegnamento riguardo alla salvezza per mezzo delle buone opere è che non dà la certezza di ottenere la salvezza. Nessuno riuscirà mai a uscire da un pozzo tirandosi su per i capelli: occorre che la salvezza ci venga dal di fuori. La salvezza, cioè, è un dono di Dio, e chi si immagina di meritare la salvezza con le proprie opere buone, fa come il naufrago che si dibatte nell’acqua e mette in pericolo la propria vita e quella del suo salvatore. Per salvarsi, il naufrago deve innanzi tutto rinunziare ad ogni sforzo e lasciar fare all’altro. Se la salvezza sarà il risultato, sì della grazia di Dio, ma anche delle nostre opere buone, il dubbio sull’esito del nostro processo sarà tanto più forte quanto più la nostra attenzione sarà rivolta alle nostre azioni. Invece, il credente è assolutamente certo della propria salvezza perché egli mette la sua completa fiducia nelle promesse di Dio, rappresentato, nella parabola del figliuol prodigo, dal padre che accoglie e perdona il figliuolo pentito, senza domandargli null’altro se non la sua fiducia nel perdono già accordato.

Allora “Al cospetto di Dio noi siamo perpetui accattoni con la mano tesa a invocare un soccorso, senza cui la nostra vita non può non chiudersi con un bilancio irreparabilmente fallimentare” [Ex-sacerdote Ernesto Bonaiuti, Pellegrino di Roma, Roma, Ed. Darsena, 1945, pag. 64 (I ed. Bari, Laterza 1964)]. Dunque ravvediti dei tuoi peccati! Dio ti invita ad accettare ora la Sua salvezza. Non continuare in un sistema che non è basato sulla verità della Parola di Dio e che porta quelli che lo seguono ad un disastro eterno, una divina condanna. Dio ti ama ed ti invita ad avvicinarti a Lui per ricevere il perdono dei tuoi peccati e la vita eterna. Egli ha provveduto per te la salvezza per mezzo di Gesù Cristo. Cristo è morto personalmente per te sacrificandosi sulla croce per la tua salvezza. Egli non ha pagato solo per il peccato originale, ma per tutti i peccati. L’apostolo Giovanni scrive: “… il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.” (I Giovanni 1:7b).  Come possiamo vedere, Cristo ha compiuto tutto per la nostra salvezza. Essa è un “dono di Dio” (Efesini 2:8-9); tutto quello che dobbiamo fare è accettarlo credendo che Cristo, il Figlio di Dio, ci salva, perché la salvezza, ossia la vita eterna, è solo in Lui.  La Bibbia afferma: “Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.” (I Giovanni 5:12). Prendi dunque ora, in questo momento, la decisione di seguire Cristo e la Sua Parola. Solo allora, la tua vita conoscerà la salvezza di Gesù e sarà in pace con Dio.

Accettare il dono di Dio significa credere che, quando Cristo morì sulla croce, egli pagò per la tua personale salvezza. Giovanni, l’apostolo amato da Gesù, scrive ancora: “ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli (Cristo) ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome;” (Giovanni 1:12). L’apostolo Paolo, avendo sperimentato nella propria vita questa grande salvezza, scrive: “Giustificati dunque per fede, abbiam pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,” (Romani 5:1).

NESSUN ALTRO TI PUO’ SALVARE.

Oggi stesso, con un semplice e sincero atto di fede tu puoi essere salvato; Gesù dice: “colui che viene a me, io non lo caccerò fuori;” (Giovanni 6:37b).

Quindi:

  • Ammetti di essere un peccatore.
  • Pentiti dei tuoi peccati.
  • Credi che Gesù Cristo è morto per te; è stato sepolto ed è risuscitato dalla morte.
  • In preghiera, chiedi a Gesù di entrare nella tua vita per essere il tuo personale Salvatore e Signore.
  • Ravvediti dei tuoi peccati, rigettando il Cattolicesimo ed il tuo vecchio modo di pensare, credere ed agire, il tuo vecchio stile di vita. Studia la Bibbia e conformati ad essa.

Allora:

  1. Studia la Bibbia ogni giorno, per conoscere più profondamente ed intimamente Gesù Cristo.
  2. Parla a Dio in preghiera ogni giorno.
  3. Battezzati, adora e servi con altri Cristiani, i quali predicano Cristo e la Bibbia come autorità suprema (… scoprirai anche che ci sono in giro molte false chiese e molti falsi cristiani, i quali sembra che predichino Gesù e mostrano la Bibbia, ma torcono astutamente le Scritture).
  4. Parla agli altri di Gesù Cristo.

N.B. – Molte cose dette per la Chiesa Cattolica Romana si possono dire anche per tutte le altre organizzazioni religiose come i Testimoni di Geova, i Mormoni, le Assemblee di Dio in Italia (ADI), la “Chiesa di Cristo”, gli Avventisti del settimo giorno, “chiese” o organizzazioni religiose ONLUS, ecc. i quali non sono altro che i mattoni di una struttura religiosa a carattere mondiale, ossia  delle organizzazioni dentro un sistema organizzativo mondiale, che è ciò che Dio chiama “Babilonia”.

Dunque se vi ritenete dei servitori di Dio e fate parte di queste organizzazioni secolari, sappiate che non state servendo il Dio della Bibbia, ovvero l’Iddio d’Israele, l’unico vero Dio, perché “Or il Signore è lo Spirito, e dov’è lo Spirito del Signore, vi è libertà” (II Corinzi 3:17), ma state servendo il dio che guida questo sistema mondiale (Nuovo Ordine Mondiale), ossia “… l’Iddio di questo secolo ha accecate le menti degl’increduli, acciocchè la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, il quale è l’immagine dell’invisibile Iddio, non risplenda loro” (II Corinzi 4:4).

Nota per gli “evangelici riconciliazionisti” ed “ecumenici”:  “Qualora il protestantesimo dimenticasse la sua funzione di contestazione — secondo l’espressione oggi di moda — esso meriterebbe di essere considerato come il sale che ha perso il suo sapore, e che diventa degno di disprezzo e calpestato dal mondo.”

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Pagina a cura di Sambataro Stefano

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