La Chiesa dei primi secoli non usava immagini. Queste entrarono nelle chiese per uso ornamentale alla fine del III secolo. Nel V secolo furono usate per istruire e, in seguito, considerate come sacre. L’adorazione della Croce, la venerazione delle immagini e delle reliquie fu accettata ed adottata ufficialmente dal Concilio di Nicea, nel 787 d.C. Ciò fu per ordine dell’imperatrice Irene di Costantinopoli, che prima fece cavare gli occhi al proprio figlio Costantino VI, e poi chiamò un concilio della Chiesa, il Concilio di Nicea, per richiesta del Papa di Roma in quel tempo. Queste pratiche vennero confermate dal Concilio di Trento, nel 1562 d.C.
Nella Bibbia tali pratiche vanno sotto il nome di idolatria e sono severamente condannate. Nel secondo comandamento Dio ordina: “4 Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; 5 non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 6 e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti.” (Esodo 20:4-6). Nell’insegnare i dieci comandamenti la Chiesa Cattolica Romana elimina questo comandamento, dimonstrando in tal modo di daper bene che anche le sue immagini sono proibite. Per raggiungere comunque il numero di dieci, essa divide il decimo comandamento “Non desiderare la casa del tuo prossimo.
Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».” (Esodo 20:17), in due comandamenti, il nono ed il decimo:
- “Non desiderare la donna d’altri”;
- “Non desiderare la roba d’altri”.
Così viene nascosto il fatto che il secondo comandamento è stato eliminato. Alcuni affermano che, se si dovesse osservare letteralmente il secondo comandamento, non si potrebbero avere neppure le foto delle persone care. Inoltre, nella Bibbia, Dio dice: “Non vi farete idoli, non vi eleverete immagini scolpite né statue, e non collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure per prostrarvi davanti ad essa; poiché io sono l’Eterno, l’Iddio vostro.” (Levitico 26:1). Altri dicono che questo comandamento ha valore solo per le immagini pagane, ma noi vediamo invece che:
- Mosè spiegò agli Ebrei che Dio non si era mostrato quando parlava loro, appunto perché non facessero di Lui alcuna immagine: “15 Or dunque, siccome non vedeste alcuna figura il giorno che l’Eterno vi parlò in Horeb in mezzo al fuoco, vegliate diligentemente sulle anime vostre, 16 affinché non vi corrompiate e vi facciate qualche immagine scolpita, la rappresentazione di qualche idolo, la figura d’un uomo o d’una donna,” (Deuteronomio 4:15-16; leggete anche i versetti 17-19).
- Dio lodò il re degli Ebrei per aver distrutto un serpente di rame innalzato precedentemente per Suo chiaro ordine, ma non per venerarlo. Molti anni dopo che fu costruito, Dio ritenne opportuno distruggerlo perché si era cominciato a venerarlo: “3 Egli fece ciò ch’è giusto agli occhi dell’Eterno, interamente come avea fatto Davide suo padre. 4 Soppresse gli alti luoghi, frantumò le statue, abbatté l’idolo d’Astarte, e fece a pezzi il serpente di rame che Mosè avea fatto; perché i figliuoli d’Israele gli aveano fino a quel tempo offerto profumi;ei lo chiamò Nehushtan.” (II Re 18:3-4).
- Altri ancora sostengono che le immagini erano proibite soltanto durante il periodo dell’Antico Testamento, e che siano accettabili ora che viviamo nel tempo del Nuovo Testamento. A questi ultimi rispondiamo che anche il Nuovo Testamento parla molto delle immagini e, sempre contro di esse, esattamente come l’Antico Testamento. In uno degli ultimi brani del Nuovo Testamento leggiamo: “Figlioletti, guardatevi dagl’idoli. Amen.” (I Giovanni 5:21). Inoltre si legge: “Perciò, cari miei, fuggite l’idolatria.” (I Corinzi 10:14). Vedi anche: I Corinzi 6:9; 10:7; Atti 7:39-42; 17:16, 29; Romani 1:23; I Pietro 4:3; Apocalisse 2:14; 9:20; 21:8; 22:15.
Il fatto che la Bibbia contenga non pochi, ma moltissimi passi che proibiscono le immagini, rende chiaro che questo è un soggetto di grande importanza per Dio. Chi vuole approfondirsi leggendo tutti i seguenti versetti si renderà conto da sé quanto sia peccaminoso usare immagini: Salmo 115:4-9; Isaia 44:8-20; Geremia 10:1-16; Esodo 23:24; 32; 34:13; Levitico 19:4; Numeri 33:52; Deuteronomio 5:8-9; 9:12-17; 16:21-22; 27:15; II Re 17:9-16; II Cronache 33:19, 22; 34:3-4; Salmi 78:58; 97:7; 106:19-20; 135:15-18; Isaia 8:19; 10:10-11; 30:22; 31:6-7; 42:8-17; 45:20; 46:6-7; Ezechiele 16:17; 30:13; Daniele 3:1-18; Osea 11:2; 13:2-4; Michea 1:7; 5:12-13; Habacuc 2:18-20.
- Geremia 10:1-8 – 1 Ascoltate la parola che l’Eterno vi rivolge, o casa d’Israele. 2 Così dice l’Eterno: «Non imparate a seguire la via delle nazioni e non abbiate paura dei segni del cielo, perché sono le nazioni che ne hanno paura. 3 Poiché i costumi dei popoli sono vanità: infatti uno taglia un albero dal bosco, il lavoro delle mani di un operaio con l’ascia. 4 Lo adornano d’argento e d’oro, lo fissano con chiodi e martelli perché non si muova. 5 Stanno diritti come una palma e non possono parlare; bisogna portarli, perché non possono camminare. Non abbiate paura di loro, perché non possono fare alcun male, né è in loro potere fare il bene». 6 Nessuno è simile a te, o Eterno; tu sei grande e il tuo nome è grande in potenza. 7 Chi non ti temerebbe, o re delle nazioni? Sì, questo ti è dovuto, perché fra tutti i savi delle nazioni, in tutti i loro regni non c’è nessuno simile a te. 8 Sono tutti insieme stupidi e insensati; il loro idolo di legno è una dottrina di nessun valore.
Secondo la tradizione, quando si prega l’immagine di un santo, si prega e si venera il santo stesso. Tuttavia neanche questa è una ragione che giustifica le immagini, perché Dio ordina di non farle, come abbiamo letto nei precedenti passi biblici. Anche la stessa Chiesa Cattolica Romana, fra i tanti cambiamenti di questi ultimi anni, sta togliendo le immagini dai locali di culto in molti luoghi, specialmente all’estero. Inoltre, le immagini che vengono venerate non raffigurano veramente i santi, perché essi mai posarono per gli artisti. Invece sono immagini di uomini presi a modello o create dalla fantasia degli artisti. La chiara conseguenza è che non si venerano le immagini dei santi, ma le immagini di coloro che l’artista ha voluto prendere a modello.
In ogni caso, Dio dice che non dobbiamo farci delle immagini. Quando dunque i miracoli sembrano essere fatti dai santi e spingono le persone all’idolatria, sappiamo di sicuro che non possono provenire da Dio. Inoltre, i miracoli vengono attribuiti anche a coloro che prima erano santi, ma che la stessa Chiesa Cattolica Romana adesso afferma che non sono mai esistiti: Santa Filomena, per esempio, che fra l’altro avrebbe guarito miracolosoamente Papa Pio X.
“Sant’Agostino, nel libro intitolato Sul lavoro dei monaci, lagnandosi di certi venditori di ciarpame che, già ai suoi tempi, praticavano un malvagio e disonesto mercato portando qua e là reliquie di martiri, aggiunge: “Soprattutto se sono reliquie di martiri”. Con tale espressione vuol dire che fin d’allora si commettevano imbrogli ed inganni, facendo credere al popolino che ossa raccolte qua e là fossero ossa di santi. … Il primo vizio, quasi la radice del male, è stato che, anziché cercare Gesù Cristo nella sua parola, nei suoi sacramenti e nelle sue grazie spirituali, la gente, secondo il suo costume, ha perso tempo con le sue vesti, le sue camicie e la sua biancheria; e facendo ciò ha trascurato l’essenziale per seguire l’accessorio. Allo stesso modo si è comportato con gli apostoli, i martiri e gli altri santi. Anziché meditare sulla loro vita per seguirne l’esempio, infatti, ha posto tutto il suo impegno nel contemplare e nel tener come tesori le loro ossa, camicie, cinture, i loro berretti e sciocchezze simili.” (Calvino – Trattato sulle reliquie – Mimesis Edizioni).
N.B. Queste date in molti casi sono approssimative. Molte di queste eresie furono correnti, qua e là nella Chiesa molto tempo prima di essere adottate ufficialmente; ma è solo quando un Concilio le ha ufficialmente adottate e il Papa le ha proclamate come dogma di fede, che esse devono essere credute e praticate dai cattolici. Per essere verace, una dottrina deve essere conforme alla Parola di Dio. «Alla legge! Alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà mai per lui alcuna aurora!» (Isaia 8:20).
Nella Riforma del secolo XVI, queste eresie furono ripudiate perché non d’accordo con l’insegnamento di Gesù e degli Apostoli quale è registrato nel Nuovo Testamento.

